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Diaspora: l'open source che cambierà la rete

Vede la luce l'anti-facebook open source. Che l'avventura abbia inizio!

Quattro studenti della New York University e un progetto estivo: raccogliere 10mila dollari per creare e portare avanti un progetto open source con l'ambizione di definire un nuovo modo di essere "social". Inaspettatamente i fondi sono arrivati copiosi e così, Daniel Grippi, Maxwell Salzberg, Raphael Sofaer e Ilya Zhitomirskiy, annunciano la nascita di Diaspora.

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Perchè sacrificare la propria privacy e sottostare alle logiche del web?

Già soprannominato in rete l'anti-facebook, Diaspora promette la gestione dei propri dati sensibili, dei contenuti e di tutto il materiale caricato e pubblicato on line completamente a discrezione del singolo utente.

 

Si verrebbe a creare così la possibilità di condividere in maniera filtrata qualsiasi tipo di contenuto e di proteggere la propria privacy da occhi indiscreti.

Cosa c'entra l'open source?

Alla base della comunità open source c'è la condivisione e la collaborazione.

Il codice sorgente di Diaspora sarà rilasciato sotto licenza GPL, così da permettere agli sviluppatori di tutto il mondo di apportare miglioramenti in qualsiasi momento.

 

Oggi viene rilasciato il codice prodotto, nella versione per sviluppatori. Dovremo aspettare fino al prossimo mese per vedere on line la versione fruibile agli utenti.

Cosa c'è di nuovo?

Basato su una serie di tecnologie dalla comprovata affidabilità, come GPG (GNU Privacy Guard), oppure su idee relativamente nuove, come il protocollo OStatus, Diaspora permetterà in maniera semplice e sicura, di creare una propria rete nella rete, scegliendo con chi interagire, cosa condividere (ad esempio raccogliendo informazioni già caricate in rete) e con quali strumenti.

 

Difficile predire scenari virtuali futuri. Certo è che se i quattro ragazzi riusciranno a mettere in atto quanto promesso vedremo trasformarsi tutte le logiche del web.

 

Come per ogni nuova idea diverse sono le critiche "sarà usabile quanto gli altri social? cambierà davvero il nostro modo di navigare?"

Non ci resta che aspettare. Vedere per credere!

 

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